“La protezione civile cosa ha fatto? Ha detto “facciamo le casine, sbrighiamoci sbrighiamoci”. Quindi ha iniziato lavori ciclopici, con appalti da capogiro e, non si sa bene con quale criterio, ha operato frazionamenti tali da far pensare che tutti gli Aquilani abbiano famiglie numerosissime. I singoli? Le coppie? Le famiglie con un solo figlio? Ma no, è roba che a L’Aquila non esiste. Quando i cantieri erano già a buon punto e il premier era già venuto una quindicina di volte a mettere bandiere sui tetti e a promettere veline agli operai, solo allora, il primo agosto, dopo quattro mesi dal disastro,decide un censimento del fabbisogno abitativo degli sfollati. Fintecna, l’onnipresente, lo elabora e di cosa si rendono conto lor signori? Che non solo le case non bastano, ma che il taglio degli appartamenti è inadeguato per le esigenze delle famiglie aquilane. Quindi interpella le aziende che stanno costruendo, invitandole a trasformare i bilocali in monolocali e gli appartamenti per quattro e più persone in bilocali. Le ditte che stanno lavorando per garantirci un tetto sulla testa hanno risposto picche: sostengono di aver già acquistato i materiali per i progetti iniziali. 4.500 alloggi avrebbero dovuto ospitare 19.000 sfollati. Sta di fatto che ne entreranno, stante il rilevamento del numero dei componenti di ciascuna famiglia, 15.000. Ma gli sfollati con le case distrutte sono 36.000. Si arriva a 50.000 con quelli che hanno case che necessitano di lavori non strutturali, ma che hanno bisogno di un minimo di 24 mesi per le riparazioni. Perché così tanto tempo? Perché le ordinanze dell’efficiente Bertolaso sono talmente astruse ed incomprensibili che nessun tecnico è capace di interpretarle. I malcapitati rivolgono domande, ma il plenipotenziario, forse ispirandosi al suo capo, non risponde.”
Il premier ha ribadito la sua volontà di seguire la ricostruzione dell’Aquila.
Berlusconi: “Cerco casa per agosto all’Aquila per dirigere i lavori”.
Voilà. La frittata legale è servita! I nostri legislatori, con il DDL Sicurezza, stanno per applicare una legge del 1948, pensata per la carta stampata, al mondo di sessant’anni dopo, dominato dal TCP/IP, dai Feed RSS, dai Blog, dai Trackback, dai Social Network, dai forum di discussione, dalla cache dei motori di ricerca e da mille altre diavolerie. Lo studio legale mi chiede di rimuovere contenuti duplicati da altri, presenti su altre piattaforme, sui quali io non ho alcun potere nè alcuna responsabilità.
Per fare un esempio che anche un politico potrebbe capire, sarebbe come se io pubblicassi un articolo su un giornale e quest’articolo venisse fotocopiato da centinaia di lettori, affisso su migliaia di bacheche, distribuito sugli autobus e nelle caselle di posta degli androni dei palazzi. Io potrei pubblicare la rettifica sul mio giornale, ma quale potere e quali responsabilità potrei avrei sul materiale prodotto, eventualmente modficato e poi distribuito spontaneamente e in totale autonomia dalla gente?
— ByoBlu - Il video blog di Claudio Messora | Prima diffida e richiesta di rettifica per Byoblu.Com
(via unpercento)
Si dice che sotto a una palazzina di via XX Settembre, proprio di fronte alla Casa dello Studente, qualcuno costruì dei garage. Si dice che per costruirli si scavò proprio sotto alle mura portanti di un’ala dell’edificio. In barba alle più elementari norme di sicurezza, ma in ossequio all’edilizia selvaggia e incontrollata. Si diceanche che gli inquilini di quel condominio avessero inviato un esposto alla Procura, ma che la Procura non intervenne mai…
Si dice, ancora, che la notte del 6 aprile 2009, quella palazzina venne giù. Ma non tutta quanta, no: solo l’ala che era stata privata della sua colonna portante, quella che aveva avuto la colpa di essere stata costruita, prima, proprio sopra a dove, poi, qualche costruttore disattento avrebbe scavato.
Si dice che proprio lì, in quell’ala del palazzo, vivesse anche la sorella della moglie del sindaco Cialente, con tre figli e il marito. Loro si salvarono, perchè ebbero la fortuna di avere paura e scesero a dormire in camper [cfr: dal min. 6:25 al min.7:06 del video Terremoto a L’Aquila. Il sindaco]. Un po’ come ebbero la fortuna di avere paura alla Prefettura e se la diedero a gambe dopo la scossa di mezzanotte. Un po’ come ebbero fortunatamente paura tutti quelli che avevano accesso, in un modo o nell’altro, ai grafici di Giuliani. Oh! Come furono invecesfortunati gli altri, non quelli più coraggiosi, bensì quelli che non poterono scegliere se avere paura o no, perché furono rassicurati dalla Protezione Civile, einvogliati a rientrare nelle case prima della scossa delle tre e mezza. Poi, non rimase più niente…
Si dicono tante cose, a L’Aquila, tra le quali che nella graduatoria delle impreseche hanno vinto la gara per la ricostruzione, prevista dal Piano C.H.I.E.S.E., al sesto posto figura RTI ING. ARMIDO FREZZA SRL/WALTER FREZZA COSTRUZIONI S.R.L./ARCLEGNO S.R.L., una delle tre società o consorzi, tra quelli che si sono aggiudicati la gara d’appalto, che sono partecipate da ditte aventi sede o stabilimenti in Abruzzo.
Ma quello che si dice a L’Aquila, e che non si dice altrove, è che Frezza possa essere proprio il de-costruttore che ha scavato sotto alla palazzina di via XX Settembre, causandone il crollo e uccidendo diciotto persone che potevano essere ancora vive.
Per farci dei garage.
Si dice che stiano facendo ricostruire L’Aquila a chi l’ha distrutta con le sue stesse mani.
via byoblu