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Simon Hoegsberg “We’re all gonna die. 100 meters of existence” | The pillow book

Bellissimo esempio di un grande lavoro fotografico applicato in modo creativo a un sito web, qui

1 July 2009 reblog: pensierispettinati Simon Hoegsberg We’re all gonna die. 100 meters of existence web foto


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C’è una fotografia di Pasolini a New York negli anni ‘60, che su Internet non si trova: in questa foto c’è lui che cammina per la strada con un impermeabile chiaro, molto leggero: quasi ornamentale. E dietro c’è New York, i grattacieli, delle insegne pubblicitarie non ricordo più bene, ma in questa foto Pasolini è molto bello e non solo perché lui è molto bello ma proprio perché quello sfondo di New York - così moderno - dietro Pasolini ci sta benissimo.

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Sembrano un’accoppiata perfetta, almeno esteticamente. Nelle fotografie di Pasolini scattate in Italia sembra sempre che lui sia più avanti, più moderno dello sfondo. C’è sempre questo assurdo stacco temporale tra lui e lo sfondo.

Non parliamo poi delle foto fatte in India o in Africa. O nello Yemen. Il bello è che Pasolini è una sorta di profeta della tradizione. Si pone come un personaggio antimoderno, e in un certo senso lo è. Ma nelle foto è in genere più moderno di tutto quello che lo circonda. Succede in tutte le sue foto, tranne che in quella di New York.

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Pasolini è stato ucciso in un posto vicino ad Ostia che si chiama idroscalo, il 2 novembre. Non ricordavo più la data. Hanno scelto  la più tradizionale delle feste comandate, quella dei morti. E per farlo fuori hanno scelto un luogo che sembra fuori dal tempo. Ricordo i telegiornali dell’epoca in cui ero ancora bambino, che mostravano sempre le stesse immagini, quando parlavano di Pasolini. C’era un luogo fangoso, c’era un uomo con la barba incolta a un processo, e c’era un lenzuolo, in mezzo a tutto questo fango, che copriva un corpo. 

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La foto di Pasolini che cammina per le strade di New York, l’ho vista per la prima volta al massimo due anni fa. In questa foto, dietro di lui ci sono dei grattacieli, o delle insegne pubblicitarie, forse è il 1966. Non ricordo. Mi sembra però che Pasolini sorrida. 

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Dicono (la Sontag?) che le foto sappiano ben rappresentare la mortalità dell’essere umano. E che dietro la foto di un sorriso ci sia già l’idea che un giorno quel sorriso, non ci sarà più. Infangato da un luogo che in realtà non ti appartiene. Ma che ti attrae come non mai.

12 December 2008 pierpaolo pasolini foto morte susan sontag


23 November 2008 reblog: sulpiuillustrepaesaggio foto statistica