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famiglia

“Sul riconoscimento delle coppie di fatto - afferma Franceschini - c’è una posizione che è stata portata in parlamento piu volte e che io condivido: è il riconoscimento delle coppie di fatto, che in base al nostro ordinamento costituzionale sono una cosa diversa dalla famiglia, ma devono avere diritti, riconoscimento e diritti. Le adozioni sono una cosa diversa, perché nelle adozioni c’è una terza persona, che è la più debole, che ha il diritto di avere in modo naturale un padre e una madre di sesso diverso. E l’adozione è un atto che deve essere riconosciuto dalla legge, penso che in questo caso si debba, la legge debba tutelare prima di tutto il diritto del meno protetto, che è il minore adottato”.
Prosegue Franceschini: “Condivido il riconoscimento dell’esistenza delle coppie di fatto (che però) sono una cosa diversa dalla famiglia”. Immediata la replica di Arcigay: “Per fortuna cosa sia famiglia non lo decide Franceschini, ma l’esperienza concreta di milioni di cittadini italiani, che subiscono una continua cascata di parole al vento, senza che la politica faccia nulla di concreto in materia di riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali ed eterosessuali”.

Franceschini fa innanzitutto confusione totale sulle coppie di fatto (categoria che comprende sia coppie gay che etero). Lui fa invece l’equazione: coppie di fatto=coppie gay.
Poi dice che le coppie di fatto (che lui intende come quelle gay, quindi) meritano di essere riconosciute. Di avere diritti. Ma - e qui viene il bello - non se allevano un figlio. Insomma secondo Franceschini, una coppia gay può (anzi deve) avere diritti, finché non decide di sobbarcarsi di un impegno educativo verso un minore, un figlio.
Per Franceschini i diritti devono essere negati proprio nel momento in cui ce ne sarebbe più bisogno, e ce ne sarebbe più bisogno perché ad essere tutelata non dev’essere soltanto più soltanto la coppia, ma una terza persona. Attenzione, non si parla di categorie astratte ma di situazioni reali. Coppie gay che crescono figli, sono casi che esistono e che iniziano ad assumere dimensioni rilevanti dal punto di vista statistico. Cosa fare in casi del genere? Come tutelare il minore? La bizzarra (e ipocrita) soluzione di Franceschini è che i diritti sono meritati e dovuti fino a quando non c’è il minore. In presenza del minore, la coppia di fatto cessa di esistere a livello di tutela. Perché?
Perché secondo Franceschini non è famiglia. Non è famiglia “naturale”. Ma questi minori ci sono. E sono cresciuti da genitori gay. Che possono essere genitori più o meno bravi, esattamente come quelli etero. Esattamente come quelli naturali. Perché anche le famiglie “naturali” possono riservare cattivi modelli genitoriali.
L’atto del crescere figli definisce - tra gli altri - il concetto di famiglia. E ci sono coppie gay - tante - che crescono figli. E queste ‘famiglie di fatto’ non hanno diritti. E per Dario Franceschini non li devono neanche avere. Alla faccia dei minori che crescono in queste famiglie che vengono così discriminati - rispetto ad altri minori cresciuti da coppie “naturali” - solo per una questione meramente ideologica. L’ideologia del “naturale”. Che come ogni ideologia non ha nulla di naturale.

24 July 2009 dario franceschini same gay rights famiglia


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LA SACRA IPOCRISIA

I cittadini del quartiere romano di San Lorenzo si sono visti recapitare nella buca delle lettere un odioso volantino dove, nella prima parte, si pubblicizzano le attività economiche della locale parrocchia (consulenza fiscale alla compilazione della dichiarazione dei redditi), mentre nella seconda si dà una chiara indicazione di voto.

Ci sono due livelli palesi di schizofrenia:

- l’invito a votare per il partito di un evasore fiscale nello stesso manifestino in cui si invita a fare la dichiarazione dei redditi;

- l’invito a votare per il partito di un libertino sessualmente incontinente (per giunta in via di seconda separazione, cosa che dovrebbe essere invisa ai chierici) che si porta 50 ragazzine nella villa in Sardegna, da parte di quella stessa chiesa che non vuole che siano riconosciuti diritti civili elementari alle coppie di fatto (etero o gay) perché costituiscono una minaccia per “la famiglia”.

Sul retro del volantino si può trovare un intervento politico (?) di un esponente forzitaliota.

La mail a cui era allegato il volantino scannerizzato infine riportava questo testo:

Salve, oggi ho trovato questo volantino elettorale nella mia cassetta delle lettere. Abito nel quartiere San Lorenzo a Roma. Chiederò spiegazioni al mio parroco e soprattutto gli chiederò cosa succederà alla mia anima se non voterò come consigliato.
Cordiali saluti
(segue firma)

30 May 2009 berlusconi chiesa famiglia ipocrisia marco scurria nuovo medioevo politica roma san lorenzo


La giornata elettorale di un convinto elettore di destra raccontata da sua figlia, che non la pensa “esattamente come lui.

29 May 2009 tale padre tale figlia vittoria fiumi politica famiglia italia che va a