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berlusconi

1 November 2009 reblog: gravitazero alessandro gilioli piero marrazzo berlusconi ricatto alfonso signorini italia che va a rotoli


Berlusconi avvisò Marrazzo

Ancora una volta c’è da stupirsi di come i giornali riportano con un tono apparentemente bonario e senza nessun commento questa notizia. Così scopriamo che due autorità pubbliche, un presidente di regione e un presidente del Consiglio, di fronte ad un ricatto, non sono nemmeno sfiorati dall’idea di rivolgersi alle autorità giudiziarie, a un magistrato, o a un poliziotto. Non gli passa proprio per la testa.

La cosa ancora più sconvolgente, ovviamente, è l’atteggiamento di Marrazzo, di cui continuo a cercare – senza successo – un filo logico. Quest’uomo condivideva più segreti con Berlusconi che con sua moglie. E anche lui non era nemmeno sfiorato dall’idea che il fatto di essere bonariamente appeso per le palle alle consulenze e alla magnanimità del premier non era una condizione minimamente compatibile con il proprio ruolo.

C’è anche in questo uno dei tanti paradossi dell’opposizione che non c’è: dovresti essere abituato a considerarti controparte del potere, e invece finisci per esserne un assistito. Dovresti controllare, e invece sei controllato. Resta da capire se per un leader di sinistra sia meglio trovarsi nelle mani di Silvio che nelle mani di Brenda. La seconda che ho detto, direi.

[Luca Telese, per Il Fatto]

26 October 2009 piero marrazzo transgender ricatto chi berlusconi


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stravaganza ante litteram

pandan (2007)

(via fazen)

19 October 2009 berlusconi calzini turchesi fininvest killeraggio mediatico mediaset riccardo mesiano turchese


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bananarchia:

La parte piu’ buffa e’ il riferimento al libro “Lo scherzo” di Kundera (se non infilava un riferimento al comunismo non era un editoriale completo?).

p.s. sostiene che il fatto che il numero di telefono di Annalisa Spinoso sia finito su internet sia una violazione della privacy: forse dimentichi che ce lo aveva messo lei volontariamente?

*

la cosa che più mi da fastidio dei leccaculo berlusconici 3gs d’ultima generazione è la loro parvenunaggine, sembra che abbiano fatto una sorta di casting “hey chi vuole fare il leccaculo del capo e - in cambio - fare carriera?” con tutti i più dotati che hanno fatto un passo indietro; oppure che - più probabile - abbiano somministrato un test di qi e scelto quelli con meno di 60, i leccaculo perfetti

19 October 2009 reblog: bananarchia servitù leccaculo claudio brachino berlusconi


il perché di Sofia

Il premier da Sofia: “La nostra non è vera democrazia, è soggetta al potere di chi non ha legittimazione elettorale”. “Pronti a fare da soli, poi referendum”. Sulla Rai: “Tra poco il 50% non pagherà canone”.

Ma ci avete fatto caso?

Secondo voi, perché le cazzate più grosse Berlusconi le spara sempre da Sofia?

16 October 2009 berlusconi sofia cazzate buglaria


16 October 2009 reblog: 3n0m15 pecorina pompini berlusconi mara carfagna italia che va a rotoli


Ora però non è che ce la caviamo facendoci la foto in calzini turchesi davanti al barbiere e mandandola a repubblica per la campagna SIAMO TUTTI STRAVAGANTI.

Uno stupendo Miic su FriendFeed (su questa storia assurda qua) (via webgol) (via gravitazero)

LOL. E come forma di disobbedienza civile 2.0 potremmo camminare tutti per la strada andando “avanti e indietro” .
“è impaziente e non riesce a stare fermo. Avanti e indietro… “. Atteggiamento considerato anomalo, tanto da ribadire il concetto: “È impaziente, non riesce a stare fermo: avanti e indietro”. E poi ancora, in maniera insistente: “Si ferma, aspira la sua sigaretta e poi ancora avanti e indietro”.

16 October 2009 reblog: webgol mediaset privacy violata berlusconi spiare riccardo mesiano


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RIFORMA DELLA GIUSTIZIA

Berlusconi: “Giustizia, cambierò la costituzione e farò decidere il popolo”

(photo courtesy of the Minnesota Historical Society)

16 October 2009 berlusconi people lynching justice riforma della giustizia


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youtube comments are a fantastic source

1 October 2009 youtube comments berlusconi


una cronologia tutta italiana

17 febbraio 2003

Abu Omar viene sequestrato a Milano da dieci agenti della CIA e un maresciallo dei carabinieri che fino a un anno e mezzo fa ha lavorato nella sezione antiterrorismo del Ros di Milano. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti e quanto dichiarato dallo stesso Nasr, l’imam è stato rapito a Milano mentre si recava alla moschea e trasportato presso la base di Aviano per essere trasferito in Egitto dove è stato recluso, interrogato e avrebbe subito torture e sevizie.

fonte

5 luglio 2006

Su ordine della Procura di Milano, gli agenti della Digos fanno irruzione in un palazzo in via Nazionale 230, a Roma. E lì, al sesto piano scala B interno 12, trovarono un mega-appartamento di quattordici stanze dove viveva giorno e notte, ma soprattutto lavorava tra una decina di computer perennemente accesi, Pio Pompa un signore abruzzese di 55 anni, “analista” di fiducia di Pollari. Pompa, invece di individuare i nemici dello Stato e le minacce per la sicurezza nazionale, schedava potenziali nemici dell’amato premier Berlusconi: nei cassetti, negli schedari, nelle casseforti e nei computer dell’appartamento di via Nazionale, la Polizia trova centinaia di appunti, report e dossier su politici, magistrati, imprenditori, giornalisti, dirigenti delle forze dell’ordine e dei servizi di sicurezza, oltre alle prove dell’attività di disinformatija svolta da Pompa per conto di Pollari recapitando e facendo pubblicare “veline”, perlopiù inattendibili, da giornalisti amici. Viene sequestrato un report di ventitré pagine, nove delle quali scritte a macchina e datate 24 agosto 2001, in cui si proponeva di “neutralizzare e disarticolare anche con mezzi traumatici” gli oppositori veri o presunti del secondo governo Berlusconi, all’epoca appena nato. Tra i personaggi schedati o spiati o attenzionati in quelle liste di proscrizione, c’erano molti nomi, fra i quali: l’allora direttore dell’Unità Furio Colombo e quello di Micromega, Paolo Flores d’Arcais, nonché l’editore del gruppo Espresso-Repubblica, Carlo De Benedetti. E poi i pm antimafia di Palermo: Antonio Ingroia, Gioacchino Natoli, Alfonso Sabella, Teresa Principato, con l’ex procuratore Gian Carlo Caselli. Naturalmente non mancavano i migliori magistrati milanesi: Edmondo Bruti Liberati, Fabio De Pasquale, Giovanna Ichino, Corrado Carnevali, Fabio Napoleone e tutto il pool Mani Pulite: Francesco Saverio Borrelli, Gerardo D’Ambrosio, Piercamillo Davigo, Gherardo Colombo, Ilda Boccassini, Francesco Greco, Margherita Taddei. E poi altri giudici perbene come Mario Almerighi, Libero e Paolo Mancuso, Loris D’Ambrosio, Gianni Melillo, Elisabetta Cesqui, Giovanni Salvi, Corrado Lembo, Vittorio Paraggio, Felice Casson, Alberto Perduca, Mario Vaudano. E perfino magistrati stranieri come lo spagnolo Baltasar Garzòn e i francesi Anne Crenier ed Emmanuel Barbe. In tutto il Csm  denuncerà che il servizio segreto militare aveva controllato, oltre a mezza Procura di Milano, 10 consiglieri (o ex) del Csm, 2 ex presidenti dell’Anm e 203 giudici di dodici Paesi europei (di cui 47 italiani).

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Tra gli spiati da Pompa, c’è anche il presidente del consiglio Romano Prodi


20 novembre 2006

Il Generale Pollari viene proposto per nomina a Consigliere di Stato

La Presidenza del Consiglio dei Ministri comunica che il generale Nicolò Pollari viene proposto per la nomina a Consigliere di Stato e che allo stesso generale è conferito un importante incarico speciale alle dirette dipendenze del Presidente del Consiglio dei Ministri.

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Il presidente del consiglio che propone l’indagato (per il sequestro di Abu Omar) Pollari come Consigliere di Stato si chiama Romano Prodi.


16 febbraio 2007

Saranno tutti processati l’ex capo del Sismi Nicolò Pollari, il suo vice, Marco Mancini, insieme ad altri esponenti dei nostri servizi e ai 26 agenti della Cia coinvolti nel rapimento dell’ex imam di Viale Jenner Abu Omar, compiuto in territorio italiano il 17 febbraio 2003. L’accusa è quella di concorso in sequestro di persona.

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15 marzo 2007

Il governo ha presentato un secondo ricorso alla Corte Costituzionale per violazione del segreto di Stato da parte della magistratura di Milano nel procedimento sul rapimento dell’ex imam Abu Omar. L’Avvocatura generale dello Stato - secondo quanto si è appreso - ha depositato ieri il secondo conflitto tra poteri dello Stato chiedendo l’annullamento dell’ordinanza con cui il gup di Milano, lo scorso 16 febbraio, ha rinviato a giudizio 33 persone, tra cui l’ex direttore del Sismi Nicolò Pollari e 26 agenti Cia.

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il ministro della giustizia che presenta il ricorso per violazione di segreto di stato si chiama Clemente Mastella


giugno 2007

Pollari e l’ex funzionario del SISMI Pio Pompa sono indagati dalla procura di Roma con l’accusa di peculato e possesso abusivo di informazioni riservate. La vicenda è relativa alla presunta attività di dossieraggio illecito ed organizzazione di campagne di discredito a mezzo stampa effettuata con il coordinamento da Pompa contro presunti nemici del governo Berlusconi (numerosi esponenti del centrosinistra, magistrati italiani e stranieri, giornalisti).

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10 luglio 2007

“Rispetto il segreto di Stato. Ma se il presidente del Consiglio riterrà di svincolarmi da questo segreto state tranquilli che sarò estremamente esaustivo. Ma solo se il premier mi autorizzerà”. Niccolò Pollari insiste. E parlando con i giornalisti, prima della colazione in un ristorante romano con Francesco Cossiga, rinnova la sua intenzione di voler raccontare la sua verità sulle attività del servizio che dirigeva.

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In pratica Pollari minaccia (si noti che la sede per rilasciare tale dichiarazione è un consesso culinario con Cossiga, maestro dell’arte del “dico/non dico”) di dire tutto (“sarò estremamente esaustivo”) se Prodi dovesse togliere il segreto di stato.

30 settembre 2009

Tredici anni di reclusione per l’ex direttore del Sismi Nicolò Pollari, definito “il regista di un sistema criminale”: questa la condanna chiesta dal pubblico ministero Armando Spataro, al termine della sua lunga requisitoria del processo per il sequestro di Abu Omar.

fonte

Come abbiamo visto, l’avvocato di Pollari si chiama Nicola Madia, figlio di Titta Madia (a sua volta nipote di quel Titta Madia importantissimo esponente fascista calabrese) già difensore del suddetto Pio Pompa e del guardasigilli Clemente Mastella nonché zio della baby-deputata del Pd Marianna Madia, a sua volta ex-fidanzata con il figlio di Giorgio Napolitano (fonte) (fonte)


C’è una strana commistione tra destra e sinistra in questa vicenda. C’è un presidente del consiglio - Prodi - che scopre che il capo dei servizi segreti lo spia. Questo capo dei servizi segreti sta oltretutto per essere rinviato a giudizio per sequestro di persona. E che fa questo presidente del consiglio? Dimette il capo dei servizi segreti? No, prima lo fa nominare consigliere di stato alle dirette deipendenze della presidenza del consiglio dei ministri e poi si briga perché al processo in cui è coinvolto, se la cavi. E poi c’è Berlusconi e questo Pio Pompa che per conto di Pollari fino al 2006 schedava mezza Italia. E ora iniziano a uscire queste strane veline (il primo sputtanato è Boffo ma chissà quante ce ne sono) che sembrano provenire proprio dallo strano ufficio di questo Pio Pompa che una volta al giorno faceva una telefonatina d’ordinanza a Pollari per tenerlo aggiornato.
Oggi ci sono dei magistrati che chiedono 13 anni di reclusione per Pollari. Mica cazzi. Che tirerà fuori Pollari dal cilindro dei suoi dossier segreti per salvarsi?

30 September 2009 abu omar berlusconi italia nicola madia nicolò pollari romano prodi servizi segreti sismi titta madia trame marianna madia


Oggi è il compleanno di Berlusconi. Agitazione nel Pd: non sanno più cosa regalargli. [crostaceo di terra]

via spinoza

29 September 2009 berlusconi pd compleanno


27 September 2009 reblog: unpercento papi il manifesto berlusconi Ratzinger


«Eppure Mani Pulite si poteva chiude­re in due mesi: noi socialisti avevamo Palazzo Chigi, la Giustizia, la Difesa, vale a dire i servizi e i carabinieri. Do­vevamo fare subito il decreto per de­penalizzare il finanziamento illecito. Invece ci dividemmo: Martelli tentò di fregare me e Bettino, Amato badò a salvare la ghirba. Con un cane da guardia come Brunetta, Berlusconi non finirà così».

Gianni De Michelis, pregiudicato e neo consigliere del nanoministro Renato Brunetta

Insomma un campione di etica: se ti prendono con le mani nel sacco, datti da fare per eliminare il reato dal codiice penale. Tutte cose che già si sapevano ma oramai le dicono senza alcun pudore.

23 September 2009 gianni de michelisa psi berlusconi mani pulite criminalità italia che va a rotoli


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21 September 2009 guy debord berlusconi society of the spectacle


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21 September 2009 altan comandare fottere potere berlusconi nostalgia