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PD

la prova contraria

Come la Lanzillotta anche i senatori Franco Bruno e Carlo Gustavino lasciano il Pd per aderire ad «Alleanza per l’Italia». Chi resta nel Partito democratico è invece Paola Binetti. Lo annuncia la stessa deputata teodem. «Fino a prova contraria, resto».



11 November 2009 paola binetti PD


Pizzaballa e figurine, il deserto a sinistra

I gatti neri. Il numero 17. La frase “vocazione maggioritaria”. Tutte cose che portano una sfiga pazzesca, che nemmeno i gesti di toccare ferro, o indossare una collana d’aglio, o fare corna e bicorna, potrebbero fermare. Dal discorso del Lingotto, salutato come “storico” da molti non vedenti sordi e muti, sono passati due anni e mezzo. Erano partiti parlando di maggioranza a cavallo del 35 per cento, scendono dalla giostra intorno al 25, se va bene. Rutelli ha salutato tutti, dimenticandosi nel Partito Democratico l’ombrello (ahilui) e la signora Binetti (ahinoi). Cacciari si dichiara deluso dalla politica senza chiedersi se per caso anche la politica non sia un po’ delusa da Cacciari, filosofo più in voga tra i circoli intellettuali di Macherio che tra il popolo della sinistra, ammesso che esista ancora qualcosa del genere. Massimo Calearo, l’industriale-falco che doveva dimostrare la potenza imbattibile della colla inventata da Walter (tenere insieme il voto dei lavoratori e il capo di Federmeccanica), toglie le tende anche lui. Teme il comunismo di Bersani, il che rafforza la mia idea che l’antidoping in Parlamento dovrebbe essere obbligatorio. Addio! addio!, immagino i metalmeccanici in gramaglie per l’incolmabile vuoto. Anche Walter se n’è andato, si può dire a furor di popolo: probabile che giocherà la sua vocazione maggioritaria con camarille più accessibili alla sua statura di leader, tipo il premio Strega, mancano nove mesi, a furia di presentazioni con i boss della politica, dell’editoria e del potere potrebbe pure farcela, e va detto che una sua vittoria – in qualunque campo – farebbe notizia. Quel che resta dopo tutto questo è un deserto tristissimo a sinistra, la signoria Madìa, Pizzaballa e le figurine, qualche nomina nei posti giusti, il divertente tormentone del “ma anche”, qualche ospitata in tivù col libro in mano, il walterismo, variante letteraria del moccismo, e l’amaro in bocca dell’io-l’avevo-detto. E lo ridico, se volete. Per quel che serve…

Alessandro Robecchi

via il Manifesto

10 November 2009 alessandro robecchi pd walter veltroni


Domenica incontro alcuni amici e conoscenti tutti facenti capo alla cosiddetta sinistra radicale. E tutti erano andati a votare per il piddì, e tutti per Ignazio Marino. “Per rompere i coglioni”, “per dare un segnale” e via così. Io mi sono rifiutato. Perché trovavo la cosa ipocrita. Se non appartieni a un partito perché votare per il leader di quel partito? Soprattutto quando il voto implica una dichiarazione che certifica che sei un potenziale elettore di quel partito, un simpatizzante. E poi che avesse vinto Bersani lo sapevano tutti. Non aveva alcun senso fare quella cosa. E mi ha dato l’idea che l’area in cui anch’io mi riconosco (quella senza rappresentanza parlamentare a sinistra del PD) sia in uno stato confusionale che al confronto quello di Marrazzo è nulla.

A proposito di Marrazzo, una delle persone (una ragazza colta trentacinquenne) che appunto era andata a votare per il segretario del piddì - pur non essendo del piddì - mi ha detto: “pensa alla povera moglie, almeno fosse stato con una puttana e non con un trans”. “Ma che differenza fa?”, le ho detto.

Poi oggi in un forum di sinistra (?) ho letto che “le debolezze che si cercano sono gusti, e gusti un po’ di merda se permetti perche farsi un uomo che si fa donna e’ proprio una deviazione assurda, se Berlusconi è un maiale, Marrazzo è un deviato mentale”.

Il fatto è che tira una brutta aria, tutta questa pruderie come segno di tempi bui; quando ero piccolo non mi immaginavo così il futuro. A parte che non ci vestiamo con le tutine di spazio 1999 o di Star Trek, ok, su questo ci sto, certo non pensavo che nel 2009 si giudicassero le persone deviate in base al loro comportamento sessuale, né che un esponente di un partito di sinistra beccato a trombare con un transessuale si rinchiudesse in un istituto religioso per un ipocrita rehab in stile con la peggio Dc degli anni ‘70.

27 October 2009 pd ipocrisia piero marrazzo


terremoto nel pd fiorentino

In procura a Firenze l’inchiesta è stata chiamata “Le mani sulla città”. Con questa spiegazione: “C’erano pubblici ufficiali a piena e continua disposizione di imprenditori e professionisti per agevolare e gestire le pratiche edilizie. Fra di loro anche Formigli, che è stato abilissimo a interpretare il duplice ruolo di consigliere comunale e di socio occulto della società di progettazioni Quadra. Mentre l’altro consigliere Barbaro era stato messo a capo della commissione urbanistica per attuare le intenzioni di Quadra”. Dalla voce dei sostituti procuratori Giuseppina Mione e Leopoldo De Gregorio, ecco quindi gli assai concreti motivi – corredati da intercettazioni telefoniche e ambientali, riprese video e documenti assortiti - che hanno portato il giudice delle indagini preliminari Rosario Lupo a mandare agli arresti domiciliari Alberto Formigli, ex capogruppo del Pd in Palazzo Vecchio, e denunciare a piede libero l’ex presidente della commissione urbanistica Antongiulio Barbaro, anche lui del Pd. Al tempo stesso il giudice Lupo ha disposto altre sei ordinanze di custodia cautelare. In carcere è finito il viceresponsabile dell’ufficio tecnico dell’assessorato comunale all’edilizia privata Giovanni Benedetti, agli arresti domicilari il suo diretto superiore Bruno Ciolli, i soci della società di progettazioni Quadra, l’ex dipendente comunale part-time Alberto Vinattieri, e soprattutto il potentissimo ex presidente dell’Ordine fiorentino degli architetti Riccardo Bartoloni. Indagati imprenditori e professionisti, anche assai noti in città, del settore edile. Insomma un, per quanto annunciato, terremoto.

[continua…]

via il manifesto

27 October 2009 pd corruzione il manifesto firenze


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diosanto in tre giorni tre spam: l’altroieri una “lettera fassino” proveniente dall’avveniristico indirizzo e-mail “mozione.franceschini”, poi ieri una mail dall’indirizzo “mozione.bersani”, e infine da buon ultimo è arrivato marino dalla sua casella “mozione.marino”

a parte che vorrei sapere chi glie l’ha data la mia mail a questi signori, mi piacerebbe capire anche se l’ideona di chiamare le differenti caselle “mozionepuntoqualcuno” sia stata la trovata di una parte poi mutuata dalle altre, oppure  il risultato di un sudato tavolo di concertazione inter-correntizio in cui - alla fine - si sono passati pure gli indirizzi da spammare

23 October 2009 pd spam


bersani è il nuovo direttore del tg3

Sul blog de L’Espresso c’è un post e in questo post ci stanno scritti i tre nomi dei papabili alla direzione del tg3 e c’è anche scritto che il prescelto tra i 3 sarebbe dipeso dal nome del nuovo segretario del PD.

I tre nomi scritti nel post del blog de L’Espresso sono quelli di Bianca Berlinguer (se avesse vinto Bersani), di Paolo Ruffini (se a vincere fosse stato Franceschini) e di Roberto Balducci (se avesse vinto - ipotesi remotissima - Marino).

Questo post è del 25 agosto. Più di un mese fa. E Bianca Berlinguer proprio ieri - guarda un po’ - è diventata direttrice del tg3. E quindi - se due più due fa quattro - vuole dire che Bersani è il nuovo segretario del PD. Anche se ancora non si è sottoposto al giudizio del popolo delle (inutili) primarie, vuole dire che ha già vinto. E’ chiaro. Mica avrebbero nominato la Berlinguer altrimenti, è gente precisa che sa fare i conti. Le primarie non sposteranno il risultato delle consultazioni interne al partito, frutto di logiche d’apparato e di truppe cammellate, e dell’eterno D’Alema che - ancora una volta - l’ha messo in culo all’eterno Veltroni. Cazzi loro. E di chi andrà a votare per ratificare un risultato già acquisito.

Ma la cosa più triste è che in Italia l’informazione pubblica è lottizzata in ogni suo interstizio. E che le logiche lottizzatrici berlusconiche sono adottate pedissequamente dalla cosiddetta opposizione. E poi parlano di BBC. Ma vadano a cagare.

2 October 2009 pd tg3 rai


Oggi è il compleanno di Berlusconi. Agitazione nel Pd: non sanno più cosa regalargli. [crostaceo di terra]

via spinoza

29 September 2009 berlusconi pd compleanno


D’Alema è più cauto: “E’ stato confronto a tutto campo, interessante - dice ai giornalisti che lo attendono al termine del dibattito - la dimostrazione che in Italia si può parlare serenamente dei problemi del paese senza polemiche e cercando di indicare delle risposte e soluzioni. Siamo d’accordo quasi su tutto con Pisanu e Casini”. E’ il preludio per una intesa con l’Udc alle Regionali? “Non me ne occupo. Dico che c’è una evidente convergenza. Basta vedere in Parlamento: noi e l’Udc votiamo quasi sempre allo stesso modo”.

via apcom

ma va? non ce ne eravamo mica accorti!

26 September 2009 dc grande centro massimo d'alema pd pierferdinando casini politica? udc inciucio


Intoppi tipografici all'odor d'incenso

3n0m15:

dottorcarlo:

emmanuelnegro:

ze-violet:

“Leggo che il presidente della Commissione Sanità del Senato, il collega obiettore Antonio Tommasini, dice che l’indagine conoscitiva sulla pillola Ru486 sarà sobria e tecnico-scientifica. Spero - afferma Silvio Viale, esponente Radicale e responsabile del Day Hospital Ivg dell’ospedale Sant’Anna di Torino - che sobria non significhi sbrigativa, mentre è chiaro che, se dovrà essere tecnico-scientifica, si dovranno ascoltare i veri esperti italiani e europei. Mi sembra difficile, per esempio, non sentire i rappresentanti della sanità francese che la usano da 20 anni. Nel frattempo colgo l’occasione per chiedere che fine abbia fatto la delibera dell’Aifa sulla Ru486 approvata a luglio. Noto che tutte le deliberazioni di agosto sono state pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale, mentre non ho ancora visto quella della Ru486. Colpa della tipografia?”

Sbrànali, doc!

(Il Senato ha dato via libera alla commisione d’indagine conoscitiva sulla pillola abortiva Ru 486)

Mi aggancio, visto che stavo per sollevare anch’io la questione: la commissione d’indagine vuole darsi arie “bipartisan”, condotta a quattro mani da un esponente PdL e una del PD. Bello, no? NO, bello un cazzo: infatti la PD in questione è l’inqualificabile Dorina Bianchi. Andatevi a leggere il suo bel curriculum, se non vi ricordate di lei. E poi provate ad immaginare quale sarà l’indirizzo di questa farsa.

23 September 2009 reblog: ze-violet aborto chiesa ipocrisia ru486 pd pdl


la precisazione di franceschini

“Siamo un Paese nel quale - ha aggiunto Franceschini - quando un esponente che proviene dalla storia della destra dice cose di buon senso sembra un eroe civile. Comunque, l’opposizione non e’ Fini, ma siamo noi”.

Siamo un paese nel quale - aggiungo io -  quando un esponente che proviene dalla storia della destra (fascista) dice cose di (minimo) buon senso, sembra uno dell’opposizione, tanto che il segretario del maggiore partito di centrosinistra (quello che dovrebbe fare opposizione e non la fa) deve precisare che è il suo partito a incarnare l’opposizione e non l’esponente della destra già fascista.

11 September 2009 PD dario franceschini gianfranco fini opposizione precisazione coda di paglia


Oggi nella prima pagina di repubblica.it ci stava scritto - in grande - che Berlusconi aveva detto che la rai non deve criticare il governo. Poi ci stava anche scritto - più in piccolo - che “l’opposizione insorge”. Proprio così c’era scritto. Allora ho cliccato per leggere in che modo l’opposizione insorgeva. E nella pagina interna di repubblica.it ci stava scritto che Franceschini, il segretario del piddì, aveva detto che “se Berlusconi non la smetterà, a settembre ci sarà una grande mobilitazione”. “Se Berlusconi non la smetterà”, c’era scritto proprio così nella pagina interna di repubblica.it.

Allora mi sono immaginato due fazioni contrapposte, una che subisce sorprusi da anni e l’altra che li perpetra. E che questa cosa succeda per anni senza che chi li subisca riesca a mettere in atto strategie efficaci per impedire a chi li perpetra di continuare a farlo.

E poi all’ennesimo sorpruso, la minaccia: se lo fai ancora, guarda che faccio “una mobilitazione”. Solo un cretino potrebbe temere una minaccia del genere. E solo un cretino potrebbe farla.

8 August 2009 Berlusconi PD dario franceschini opposizione minacce nessuna credibilità repubblica.it


L’opposizione quindi si è decisa: un gruppo di deputati democratici ha presentato ieri un’interpellanza perché in fretta la cosa venga discussa.

via Escort, le deputate Pd all’attacco ”Berlusconi riferisca alla Camera” - Repubblica.it

Proprio in fretta. Hanno aspettato un mese e mezzo.

1 August 2009 pd fretta Berlusconi


Sul tesseramento non ci sono ancora i dati definitivi ma le polemiche sì: oltre 650 mila le tessere previste. Con boom a Roma e in Campania. A Roma si è passati da 7 mila a 30 mila tessere. Ma qualcuno parla di incrementi sospetti: nel circolo di Corviale da meno di 100 si è passati a 450. Lazio e Campania insieme avrebbero raccolto 200 mila tessere; 50 mila in Calabria; 120 mila in Emilia.

Il fatto che il piddì si sia tanto brigato per negare una sola tessera a una sola persona (Grillo), fa pensare a chissà quale severo processo selettivo, a chissà quali controlli di qualità. Ti immagini che tu fai domanda per una tessera e questi controllino chi sei, la tua storia politica, la tua fedina penale, se hai aderito a movimenti politici “ostili”. Ti immagini che appena gli dai i 16 euro subito si attivino i soloni della commissione di garanzia del piddì e, con un vorticoso giro di mail e telefonate incrociate, sappiano vita, morte e miracoli dell’aspirante tesserando. Un po’ come al Rotary. E il tutto moltiplicato per 650mila.

via repubblica.it

22 July 2009 Beppe Grillo PD ipocrisia tessere Politica


ci ha chiamato famiglie

Ieri sera ha detto bene Imma Battaglia: è la prima volta che il PD viene da noi e non andiamo noi a chiedere qualcosa al Pd. E ha invitato Bersani e Franceschini a fare altrettanto.

Ignazio Marino ha detto delle cose chiare, magari in modo non urlato, ma le ha dette.

Ha detto che per regolarizzare le coppie omosessuali pensa al modello inglese: le Civil Partnership. A chi ha storto il naso, davanti all’ennesima sigla che si va aggiungere alle altre diverse dal fantomatico matrimonio (Dico, Pacs, Didore) voglio fare presente che, come dal sito di Arcigay, le CP sono la stessa cosa del matrimonio: http://www.arcigay.it/civil-partnership-act-gran-bretagna

Per quanto riguarda le adozioni, Marino è stato coraggioso ad ammettere il proprio pregiudizio (in passato), ma ha dichiarato di avere conosciuto bambini cresciuti in famiglie omosessuali (ah, a proposito, ci ha chiamato famiglie, scusate se è poco) e che essi erano normalissimi. Si è dichiarato non contrario e al partito ha detto una cosa furba. Non ha detto io sono d’accordo e quindi si fa così. Ha detto avvaliamoci degli studi scientifici. Essendo un medico di fama mondiale Marino sa benissimo che questi studi esistono. E sa benissimo anche quali sono i risultati. Non ultimo, Ivan Scalfarotto, gli ha consegnato il libro di Chiara Lalli “Buoni Genitori”, libro di cui abbiamo ampiamente parlato in queste settimane come un ottimo testo di riferimento sulla realtà italiana, pieno di riferimenti bibliografici anche a studi effettuati in altri paesi.

Io direi, cari lettori, che Ignazio Marino incarna oggi il pensiero più chiaro ed avanzato sul tema suddetto. E scusate se è poco.

Ci tengo a dire che non è l’unico a pensarla così. Che anche in altre mozioni c’è chi la pensa così, ma nessuno tra i candidati alla segreteria ha mai detto delle cose così chiare, in alcuni tratti persino commoventi per la loro banalità….UMANA.

via Marino: le Civil Partnership e le adozioni gay

19 July 2009 ignazio marino civil partnership gay civil rights diritti pd


e Follini?

Premesso che non me ne frega quasi nulla né del piddì né di Grillo, le motivazioni con cui i vertici del partito lo stanno escludendo non solo dalla corsa alla segreteria ma anche dal semplice diritto ad iscriversi sono oltremodo patetiche nella loro ipocrisia.

Succede che proprio oggi un circolo del piddì della provincia di Avellino ha tesserato Grillo. Pronta la risposta del politburo piddino (checché ne dicano, ogni partito ne ha uno):

“L’accettazione da parte di qualunque coordinatore di circolo della richiesta di iscrizione di Grillo è da considerarsi un’iniziativa estemporanea palesemente contraria allo Statuto - afferma in una nota Gero Grassi, viceresponsabile nazionale Organizzazione - La Commissione nazionale di garanzia ha escluso all’unanimità di poter accogliere la richiesta di iscrizione al Partito democratico da parte di Beppe Grillo per aver promosso e sostenuto liste apertamente ostili al nostro partito.

Forse dimenticano i dirigenti piddini che hanno accettato l’iscrizione al loro partito di Marco Follini (che poi è anche diventato responsabile nazionale delle politiche per l’informazione del piddì), che non solo ha promosso liste (quelle dell’Udc) almeno sulla carta apertamente ostili a quelle del Pd, ma ha anche ricoperto il ruolo di vicepremier in un governo presieduto da SilvioBanana.

A meno di pensare che né le liste dell’Udc, né un governo Berlusconi possano essere considerate entità veramente ostili al Pd (da cui discende il corollario che - viceversa - neppure il Pd è ostile a loro).

17 July 2009 PD Beppe Grillo ipocrisia marco follini