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David Foster Wallace

Nessuno mi aveva fatto mai niente di brutto, all’origine di ogni mio problema c’ero sempre e soltanto io. Ero un impostore, e il fatto che fossi solo era solo colpa mia […] perché sembravo essere così egocentrico e disonesto che le cose per me contavano soltanto nella misura in cui incidevano sull’opinione che gli altri si sarebbero fatti di me e richiedevano il mio intervento per creare l’immagine che volevo avessero di me. Gli dissi che sapevo qual era il mio problema, solo che non riuscivo a risolverlo.

— David Foster Wallace, Caro vecchio neon, in Oblio. (via darkpassenger) (via clairefisher)

12 July 2009 reblog: darkpassenger impostore mentire a sè stessi problema egocentrismo David Foster Wallace


La persona che ha una così detta “depressione psicotica” e cerca di uccidersi non lo fa aperte le virgolette per sfiducia o per qualche altra convinzione astratta che il dare e avere nella vita non sono in pari. E sicuramente non lo fa perché improvvisamente la morte comincia a sembrarle attraente. La persona in cui l’invisibile agonia della Cosa raggiunge un livello insopportabile si ucciderà proprio come una persona intrappolata si butterà da un palazzo in fiamme. Non vi sbagliate sulle persone che si buttano dalle finestre in fiamme. Il loro terrore di cadere da una grande altezza è lo stesso che proveremmo voi o io se ci trovassimo davanti alla finestra per dare un’occhiata al paesaggio; cioè la paura di cadere rimane una costante. Qui la variabile è l’altro terrore, le fiamme del fuoco: quando le fiamme sono vicine, morire per una caduta diventa il meno terribile dei due terrori. Non è il desiderio di buttarsi; è il terrore delle fiamme.

— David Foster Wallace. (via missvengeance) (via dottorcarlo)

5 May 2009 reblog: missvengeance David Foster Wallace Suicidio due terrori