Se avete ospitato qualche immagine su Imageshack è possibile che non sia più visibile. Se usate DNS italiani vedrete questa immagine. Per una possibile foto pedopornografica (non si sa quale, e non è importante quale sia) hanno buttato giù tutto il sito. Siamo a livelli cinesi. Se usate opendns, invece, riuscite a caricare tutto normalmente. Rendiamoci conto che siamo preda di cialtroni che fanno tutto quello che vogliono, sprezzanti di ogni buon senso. Al prossimo passo trovano una foto di bambino su flickr. (via bak su ff)
Per esteso, e seguendo la stessa logica, potrebbero chiudere l’accesso all’intera rete per lo stesso motivo per cui hanno proibito l’accesso a imageshack. Lo stesso per cui Marianna Madia (Pd) ha chiesto una forma di censura a facebook. Eccetera. E questo motivo è quello di non capire un cazzo di quello che ti capita intorno, non capire un cazzo della natura intrinseca degli stessi strumenti di cui si fa uso. E’ come non capire come funziona uno spazzolino da denti pur usandolo tutti i giorni.
La cosa più patetica però è l’immagine qui ribloggata. La schermata di interdizione al sito. Esteticamente sembra l’incrocio tra un documento word dei primi anni ‘90, e gli avvisi interni di un ministero, quelli che attaccano nelle bacheche e che nessuno legge.
E poi tutti quei loghi, l’abuso di corsivi e sottolineati, lo slogan che riporta “stop!!” con due insensati punti esclamativi. Insomma qualcosa che potrebbe essere stato partorito da un carabiniere quasi in pensione, che ci deve aver messo una mattinata intera di lavoro a partorire la creatura grafica commissionata dall’odiato superiore.
Qualcosa insomma di così triste e grigio che somiglia più alle dinamiche ipocrite di una famiglia, che a un regime orwelliano. Qualcosa che fa più pena che spavento. Ma che purtroppo esiste.