Fuori piove e io non sento piovere. Penso più forte della pioggia. Il muto rumore dei pensieri. Se sto attento mi accorgo che la pioggia battente ha un suono compatto e acuto, osserva un ciclo interno quasi inudibile, e un ciclo esterno evidente. Va e viene. Come chi ho visto tanto e poi non ho visto più. La vera nostalgia. Questa pioggia gratis che non vedo. Chi non vedrò mai più, chi non ho ancora mai visto. Tutto può succedere ancora. Non può succedere più nulla. Inquieta, la gatta fa avanti e indietro. Mi chiedo se sente tutto quello che sto sentendo io.

il tempo è come un rubinetto

riguardo (grazie a te) queste vecchie foto in pellicola e l’immagine che mi si fa di fronte è quella di un blackout. la mia vita è stata una timeline che ha alternato momenti di totale oscurità a momenti di luce. c’è sempre stata una fase intermedia prima del ritorno della luce, e in questa fase facevo tutte queste foto. è stato così anche con le fotine del telefono, quelle che metto quissù. è come se le foto siano sempre state un mio modo per entrare in relazione con un mondo che tenevo fuori da me, l’intavolare un discorso con qualcuno che avrei poi frequentato e che fino a quel momento evitavo. qualche giorno fa ho comprato una contax t2 dorata per regalarla, anzi per rivenderla e con il profitto regalarne una simile, e ora me la voglio tenere. e tornare alla pellicola, allo scatto senza sapere cosa verrà, e talvolta sapere già di avere colto quell’attimo esatto, quella rara sensazione di poter fermare il tempo. M dice che il tempo è come un rubinetto, che si apre e si chiude. dio se solo non fosse così insopportabile, se non si facesse travolgere lui stesso dall’ansia (che poi scarica sugli altri) causata da quello stesso tempo che sa così ben definire nel suo essere una mera convenzione, qualcosa di totalmente arbitrario, M dicevo, potrebbe stare veramente bene, invece di stare come sta, invece di farsi consumare così tanto. sul settantacinque oggi ho visto un ladro, un ladro in azione. c’era questa mamma grillina (emiliana) diretta al raduno del circo massimo, che trattava male la sua bambina davanti a tutti, e davanti a me una giapponese con gli occhiali da sole e un vestito sottile, il bus era pieno ed eravamo tutti schiacciati, io ero seduto e un po’ guardavo me riflesso nelle lenti degli occhiali della giapponese, e un po’ ti pensavo. a un certo punto mi metto ad osservare la dinamica madre-bambina e penso come cazzo è possibile che gente così faccia figli, ed è possibile. penso al valore salvifico dell’aborto, degli anticoncezionali, delle tecniche ritentive del seme, osservo la bambina che sta diventando stronza tanto quanto la madre, osservo il padre debole, assente, osservo una totale assenza d’amore. penso alla bambina da piccola, a quando dicevano (la nonna, gli zii) tutti Che carina, come si dice di ogni cucciolo in quel modo così scontato, senza sapere nulla di quella bambina, senza che in realtà a nessuno importasse nulla di quella bambina che oggi viene sfanculata in pubblico su un bus che attraversa roma. a quel punto noto che un signore dai modi posati stava coprendo con un foulard a fiori lo zaino della madre e sotto il foulard lo aveva aperto lo zaino, e ci aveva pure infilato una mano dentro. oh-oh! lo vedo, oh-oh! si accorge che l’ho visto. la prossima fermata è lontana, dilemma: dico alla madre stronza che le stanno rubando qualcosa, inguaiando il ladro (di cui ammiro l’abilità manuale e la calma in una situazione d’emergenza), oppure salvo il ladro e butto la madre dalla torre? sto zitto, il ladro scende alla prossima, la giapponese dal vestito sottile non si è accorta di nulla, e il fatto accadeva a 5 cm dalla sua faccia tonda. a termini c’è un bambino nero che avrà undici anni, moses ha una madre molto grassa che si capisce che gli vuole un sacco di bene, quando passa davanti all’edicola la sua attenzione è rapita da qualcosa, qualcosa di indefinito, qualcosa da leggere, qualunque cosa, preferibilmente dei fumetti. è un rapimento, un’attrazione magnetica. la madre dice Moses, No!

il cardiochirurgo che mi ha venduto la contax ha smesso di usarla quando sono nate le sue figlie. in due giorni ho fatto 18 scatti.